Presentazione

Il CNSAS

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Sezione Nazionale del Club Alpino Italiano (CAI) è una libera associazione di volontariato apartitica, apolitica e senza fini di lucro ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci.  Ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti. E’ una struttura operativa del Servizio Nazionale di Protezione Civile e presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale.


IL CNSAS fu istituito nel 1954 come organo tecnico del CAI di cui ancora oggi è una Sezione particolare. Le leggi che lo regolano sono quelle istitutive, del 1963 e del 1985, che disciplinano i rapporti tra lo Stato e il CAI, al quale viene dato uno speciale mandato per il servizio di soccorso in montagna. Con la legge 225 del 1992 il CNSAS è entrato a far parte della Protezione Civile con pari dignità rispetto alle Forze Armate, ai Vigili del Fuoco e alla Croce Rossa.

L’art.1 di tale legge recita: “Il CNSAS provvede in particolare, nell’ambito delle competenze attribuite al CAI dalla legge 26 gennaio 1963, n. 91, e successive modificazioni, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Restano ferme le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti con lo stesso fine; nel caso di intervento di squadre appartenenti a diverse organizzazioni, la funzione di coordinamento è assunta dal responsabile del CNSAS”. La legge n.74/2001 prevede anche che: “per lo svolgimento delle attività previste dall’articolo 1, comma 2, il CNSAS opera in stretto coordinamento con il Servizio Sanitario Nazionale”.

In virtù di tale legge il CNSAS è il soggetto esclusivo di riferimento delle Regioni per il soccorso sanitario in ambiente impervio e ipogeo. Al CNSAS spetta per legge il coordinamento dei soccorsi, qualora avvengano in ambiente impervio e ostile, anche in presenza di altri Enti od organizzazioni.

La Repubblica italiana con la legge n. 74 del 2001 ha riconosciuto il valore di solidarietà sociale e il servizio di pubblica utilità che il CNSAS quotidianamente svolge.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS)

Il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano – SASS – è articolato in tre Zone o Delegazioni: la X Zona Speleologica, competente per gli interventi speleologici in tutta la Sicilia, con la Stazione Sicilia con sede attuale a Catania; la XXI Zona Alpina, competente per il territorio impervio della Sicilia Orientale e Centrale e le Isole Eolie, presente con le Stazioni Etna Nord (Linguaglossa) ed Etna Sud (Nicolosi); la XXXVII Zona Alpina, competente per il territorio impervio della Sicilia Occidentale;

Con la legge regionale 26 del 9 Maggio 2012, il Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano è stato riconosciuto dalla Regione Siciliana, “quale soggetto titolato e qualificato per gli interventi di soccorso in ambiente impervio, montano ed ipogeo, dando pieno recepimento alle leggi 21 Marzo 2001 n.74 e 27 Dicembre 2002 n.289 art.80 comma 39”.

La configurazione giuridica e normativa attuale del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano è quella regolata dall’Atto Statutario approvato dall’Assemblea nazionale del CNSAS del 15 dicembre 2018 e dallo Statuto regionale approvato dall’Assemblea nazionale del CNSAS.

Storia del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS)

I primi interventi di soccorso alpino organizzato risalgono agli anni ’20 del secolo scorso, quando si verificarono alcuni gravi incidenti sull’Etna, tra i quali fece storia quello mortale di Gino Menza nella Valle del Bove. Dopo un lungo periodo di silenzio, culminato con gli eventi bellici, a metà degli anni ‘50, con la ripresa e l’espansione dell’attività turistico-escursionistica, il Soccorso alpino dovette di necessità dotarsi una vera e propria struttura anche in Sicilia.

Nel 1965, a Gennaio, viene fondata la XXI Zona Alpina “Sicula”: il Direttore Nazionale del Corpo di Soccorso Alpino, Bruno Toniolo, nomina Delegato di Zona l’allora Presidente Regionale delle Guide Alpine, Cav. Filippo Perciabosco. La XXI Delegazione Alpina comprenderà tre Stazioni: Linguaglossa, con a capo la Guida Alpina Vincenzo Greco, Nicolosi, diretta dalla Guida Alpina Antonio Nicoloso, e Palermo – Madonie, con Alberto Saverino.

Nel 1968, sulla base del nuovo Regolamento appena approvato, la denominazione originaria di Corpo Soccorso Alpino viene sostituita da CNSA (Corpo Nazionale di Soccorso Alpino). Nello stesso anno il Soccorso Speleologico entra a far parte del CNSA diventandone la Sezione Speleologica. Vengono istituiti i Gruppi di Soccorso Speleologico, inizialmente con distribuzione territoriale interregionale.

Nel 1972, la XXI Delegazione Alpina effettuata la prima grande operazione di ricerca organizzata: nel mese di Gennaio, durante una tormenta, scompare sui cieli dell’Etna un ricognitore aereo americano. Le ricerche impegneranno le Guide Alpine, le Forze Armate Statunitensi e Italiane e i Tecnici di Soccorso del CNSA per diversi mesi, con il ritrovamento nel mese di marzo, sulle pendici del Cratere Centrale, dei rottami dell’aereo nel mese di Marzo e delle salme dei sei militari americani addirittura nel mese di Settembre dello stesso anno.

Nel 1978 la Sicilia, con le squadre di Catania e Palermo, entra a far parte del VII Gruppo Speleologico, insieme alla Puglia, la Basilicata e la Calabria,

Nell’estate del 1978 venne organizzata un’esercitazione di tutto il VII Gruppo all’Abisso di Bifurto, in Calabria, dove venne simulato il recupero di un infortunato da meno 600 metri.

Il 22 settembre 1979 esplode la voragine ovest del cratere centrale dell’Etna causando nove morti e ventidue feriti. Il personale della XXI Zona viene chiamato a collaborare dalle Forze dell’ordine nell’opera di recupero delle salme. E’ la prima volta che il CNSAS (allora CNSA) viene coinvolto quale realtà strutturata sul territorio.

Nel 1986, per la prima volta in Sicilia, un elicottero della Marina militare provvede, su richiesta del CNSA, al recupero di una speleologa che, gravemente ferita, era rimasta bloccata nelle gole del fiume Cassibile, ad Avola.

Nel 1990, il Soccorso Speleologico, da Sezione Speciale di Soccorso Alpino, diventa parte integrante della Struttura: viene formalmente istituito il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).

Il Soccorso Speleologico Siciliano assume dignità autonoma: viene istituita la X Zona Speleologica

Nel 1991-1992 i volontari del Soccorso alpino collaborano con il Gruppo nazionale di vulcanologia e con l’appena istituita Protezione civile nazionale nelle operazioni di mitigazione del rischio legato all’eruzione dell’Etna.

Nell’aprile-maggio 1992, per oltre cinquanta giorni, guide alpine e tecnici di soccorso si alternano sul teatro eruttivo collaborando con i gruppi elicotteri della Marina militare e con gli incursori nella collocazione degli esplosivi.

Nel 2001 il Soccorso alpino e speleologico siciliano diventa realtà istituzionale con la sua costituzione in associazione di diritto privato.

Nel 2001 e 2002 le squadre dell’Etna vengono chiamate in causa nelle eruzioni e nell’emergenza Stromboli.

Dal 2004 si comincia a delineare la fisionomia del Servizio Regionale come entità unica di sintesi delle due realtà, alpina e speleologica.

Nel 2004 l’esercitazione interregionale “Gatto 2004” concentra in Sicilia un centinaio di tecnici di Soccorso speleologico di tutto il centro sud a cimentarsi in una simulazione di recupero nella grotta più profonda ed impegnativa della Sicilia (l’Abisso del Gatto, a Cefalù).

Nel 2004 viene costituita la Scuola Regionale tecnici di Soccorso Speleologico. Prende avvio, inoltre, la formazione alpina, prevista dal Piano nazionale del CNSAS.

Nel 2005 vengono costituite le Stazioni Speleologiche Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale. Quest’ultima torna ad assumere il nome primigenio di Palermo-Madonie, mantenendo l’originaria competenza alpina e la gestione del soccorso speleologico della Sicilia Occidentale.

Nel 2005 viene effettuata la prima esercitazione regionale di ricerca dispersi. Si utilizza la cartografia digitale e il software di tracciamento della movimentazione delle squadre.

Nel 2005, a Catania, il SASS partecipa, con tutte le sue componenti, all’esercitazione europea di Protezione civile Eurosot, dispiegando sul campo, e in Direzione comando e controllo, oltre cento tecnici.

Nel 2009 il SASS è stato mobilitato nell’emergenza di protezione civile per l’alluvione di Scaletta Zanclea e Giampilieri. La nostra struttura interviene in maniera unitaria e coordinata nelle sue due componenti, alpina e speleologica.

Nel luglio 2010 viene effettuata l’esercitazione “Valle del Bove”. Sull’Etna si vede partecipare, in una complessa operazione di ricerca e soccorso, tecnici alpini della XXI e tecnici speleologi della X, il Soccorso alpino della Guardia di finanza ed il Soccorso montano del Corpo forestale.

Nel 2010 a Muculufa, in una miniera dismessa in territorio di Caltanissetta, si è svolta un’altra esercitazione di inter delegazione. Sono state simulate, in maniera organizzata e coordinata, le complesse tecniche di recupero in un ambiente particolarmente impervio.

Nel 2012 ha luogo “SATER 03-2012”. Il SASS partecipa all’esercitazione di soccorso aereo congiunta con Aeronautica Militare , Corpo Forestale della Regione Sicilia, Protezione Civile Provinciale di Palermo, Servizio Urgenza Emergenza Sanitaria 118 Palermo/Trapani e Comune di San Cipirello.
L’esercitazione, che si è svolta presso il Campo di Volo del Gruppo Aero Modellisti Palermitani (GAMP) di San Cipirello (PA), prevedeva la ricerca e il salvataggio di un equipaggio di aeromobile coinvolto in un incidente aeronautico simulato in ambiente montano.

Nel 2017, sull’Etna, il SASS, insieme al Comando Operazioni Aeree (COA) dell’Aeronautica Militare, pianifica l’esercitazione congiunta di ricerca e soccorso in favore di persone disperse e/o infortunate in territorio impervio denominata “SATER2-2017”.
Prendono parte all’esercitazione la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale della Regione Sicilia, il Servizio Urgenza Emergenza Sanitaria 118 e l’ Ente Parco dell’Etna.

A novembre del 2018, in vista dell’apertura del nuovo Pronto Soccorso del Policlinico della città metropolitana di Catania, il SASS viene coinvolto per il PEIMAF (Piano di Emergenza Interno per il Massiccio Afflusso di Feriti).

L’1 marzo del 2019 viene inaugurata la nuova sede della Stazione Palermo – Madonie, situata presso la palazzina Enac dell’aeroporto di Boccadifalco.

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